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mercoledì 14 giugno ore 21.30, giovedì 15 giugno ore 19.30
Lavanderia a Vapore, Collegno

Prima Nazionale

PERSONALE POLITICO PENTOTHAL

Opera rap per Andrea Pazienza

di Marta Dalla Via
regia Fratelli Dalla Via e Gold Leaves

un progetto di Fratelli Dalla Via e Gold Leaves
con Marta Dalla Via
e Omar Faedo (Moova), Simone Meneguzzo (Dj Ms), Michele Seclì (Lethal V), Alessio Sulis (Rebus), Giovanni Zaccaria (Zethone)
direzione tecnica Roberto Di Fresco
scene e costumi Fratelli Dalla Via 

produzione La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale / Fratelli Dalla Via
coproduzione Festival delle Colline Torinesi
con il sostegno di Bassano Opera Festival

presentato in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo

Fitti fatti di fattanza raccontano di un'eroina fatta di eroina che cerca di disintossicarsi tramite una favolosa e favoleggiata cura del sonno. Ecco cosa.
Ispirata dall'imprevedibile tavolozza lessicale di Andrea Pazienza per questo racconto scenico in beat cercavo dei compagni virtuosi, pieni di talento e moderatamente dannati. Veloci, abili e audacemente contro. Ma soprattutto cercavo giovani autori. Li ho trovati. Sono rapper che non girano dalle parti del pop. Ecco chi.
Il teatro è lo spazio dell'ignoto. Il rap dice tutto quello che non si può dire. Entrambi devono parlare quando gli altri stanno zitti. Ecco perché.
(Marta Dalla Via)

La prima volta ero in una studentesca casa bolognese in attesa. Uno doveva risolvere un problema di quota d'affitto poi saremmo usciti; rotta Via del Pratello. Curiosa per casa apro a caso un volumino preso a caso da una mensola obliqua. La pagina si apre su Cenerentola 87 ed è subito stordimento. Chi è questo novello Sofocle? Come si permette di turbarmi così? Qui non c'è solo un disegnatore ma uno straordinario narratore. Che male. Così si fa. Andrea Pazienza.
Questo spettacolo è un omaggio al suo dizionario da-dapaz. Neanche ricalcando potrei disegnare come lui ma posso raccontarmi alla sua maniera: inventando parole, mescolandole al dialetto o alle lingue straniere, giocando sulla loro doppiezza, sul nonsenso, sul ritmo.
Ho immaginato una narrazione piena di spostamenti temporali, scambi di persona, imprecisioni e ribaltamenti tipico dell'attività onirica e molto presente ne "Le straordinarie avventure di Pentothal" miccia ispirante principale di questo gioco.
C'è una radio in sottofondo: interferenze rap, squarciagola Battisti, poliziotti e volanti, slogan made in ‘77, e ecco sono entrati e siamo con le mani alzate alla faccia del Bianconiglio. C'è questa ragazza che parla di lui e non risponde ad un telefono che suona perché potrebbe proprio essere lui.
Ma lui chi? Andrea Pazienza? Francesco Lorusso? Addirittura Stefano Tamburini che come ultimo disegno ha lasciato una sindone nera su un materasso?
In tutto questo dormire forse sognare arrivano in scena tre pacchi-regalo senza re magi: il talento (un pacco-dono), la roba (un pacco-pacco), la politica (un pacco-bomba).
Ho spesso associato l'attività onirica e quella teatrale per via dei loro genitori comuni: il buio e la luce e perché trovo che entrambe cerchino di raccontare in maniera artistica un contenuto contemporaneamente segreto e collettivo. Questo contenuto è difficile da leggere chiaramente perché, spesso, è tabù. Ma in incognito o in ghingheri. Anche la sconfitta credo sia un tabù contemporaneo. E qui di perdita a iosa se ne parlerà.
Personale, Politico, Pentothal. Le parole del titolo sono nodi di contenuto e il tentativo di scioglierli è lo spettacolo stesso. Tutto è una questione personale. Politico è da intendersi, soprattutto in questo lavoro, non solo come relazione tra cittadini ma anche come rapporto con la città.
C'è il mio personale affetto per Bologna che mi ha accolto e sfruttata quando ero studentessa, c'è il rapporto con la Storia che scorre (o scorreva?) nella Dotta e c'è una riflessione sulla parola "casa" che può essere declinata da tutti secondo la propria toponomastica emotiva. Ogni città ha la sua piazza Verdi.
Pentothal è uno degli alter ego grafici di Andrea Pazienza ma è anche un farmaco che libera i freni inibitori. Così sono i rapper su questo palco: non accettano censure. Ma il Pentothal può essere anche ingrediente dell'iniezione letale ai condannati a morte. E' l'anestesia al resto del mondo, è l'abbassamento delle difese immunitarie culturali ed è lo spirito in cui, purtroppo o per fortuna, è immerso questo lavoro.
Saremo come sonnambuli supereroi, doppiando Dumas, quarant'anni dopo.

FRATELLI DALLA VIA
Si definiscono "un'impresa famigliare che costruisce storie" e sono una delle realtà più brillanti della nuova generazione teatrale. Premio Scenario nel 2013 con lo spettacolo Mio figlio era come un padre per me, nel 2014 intraprendono un percorso di collaborazione con La Piccionaia che accompagna i loro lavori mettendo a disposizione le competenze della struttura. Proprio in questo ambito si inseriscono, tra gli altri progetti, la produzione del 2015 Drammatica Elementare e il percorso triennale di sperimentazione legato alla parola con segno e disegno che ha portato alla realizzazione di Personale Politico Pentothal, ispirato alle opere di Andrea Pazienza, progetto realizzato in collaborazione con GOLD LEAVES, realtà indipendente con base a Vicenza fondata da
Dj MS allo scopo di valorizzare e supportare la produzione di eventi non solo hip hop con un occhio di riguardo agli artisti indipendenti e a quelli emergenti.

martadallavia.net
fb @goldleavesacademy
piccionaia.it

Fratelli Dalla via e Gold Leaves sono per la 1ª volta al Festival.

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