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Archivio

sabato 18 giugno ore 19.30
Fabbrica delle "e", Torino

Prima Assoluta

LA DONNA CHE CAMMINA SULLE FERITE DEI SUOI SOGNI

di Riccardo Liberati e Pietra Selva
regia Pietra Selva

con Serena Barone, Gloria Liberati, Alberto Valente
collaborazione artistica e video Riccardo Liberati
consulenza video Eleonora Diana
allestimento Carmelo Giammello
luci Eleonora Diana 

produzione Viartisti Teatro
in collaborazione con
Festival delle Colline Torinesi

La scena
La scena è come un luogo di partenze e arrivi, di perenne movimento come è stata e continua ad essere la vita e l’opera di Letizia. Due donne/attrici testimoniano Letizia e si lasciano possedere dalla sua anima dal suo corpo, dalla sua arte. Un uomo/attore/simbolo/maschera abita la scena in solitudine o in relazione con le donne.  Un video interviene, segnando lo scorrere dei ricordi, delle visioni, delle testimonianze, dell’evocazione di un mondo, di una vita. Pietra Selva

Sinossi
Letizia Battaglia, nome e cognome, ossimoro perfetto per la donna, l’artista, la fotografa. Battaglia che non aspetti il futuro ma afferri la vita, cammini decisa nel solco dei sogni, battaglia perché “si agisce con onestà e amore e va fatto ciò che va fatto per uno straccio di giustizia, verità, libertà”, battaglia perché queste sono parole semplici prive d’ogni retorica che muovono all’azione, siamo o non siamo ciò che facciamo?
Letizia. Gli occhi di Letizia pieni di letizia, splendenti, furbetti, dolcissimi, attenti, amorevoli, esperti, ingenui. Nuda battaglia, nuda Letizia, nuda donna, bambina, vecchia: è bello sia quando si nasce che quando te ne vai.
“Strappa da te la vanità, strappala via, ma aver fatto in luogo di non aver fatto non è vanità, l'errore semmai è in ciò che non si è fatto nella diffidenza che fece esitare (Pound)”, ed ecco che cammini sulle ferite dei tuoi sogni, e le foto, vecchie, della mafia sono fondale e storia, e urlo e dolore, e silenzio, ma il cuore adesso è una bambina, l’innocenza sperduta del suo corpo, è una donna, seni, ventre, fessura pungente, sguardo al limite delle immagini che si attraversano.
Letizia: lo sguardo della camminatrice tragica cristallizzato nelle centinaia di sue fotografie di morti, morti per mafia si dice. Lei, la camminatrice, adesso si fa lieve, ariosa, compassionevole. Oggi le sue immagini di morte per mafia diventano nuove sorprendenti opere d’arte: si contaminano di bellezza, di corpi femminili la cui sensualità allontana la devastazione operata sulla carne di donne e uomini di vero onore, magistrati, testimoni di giustizia, donne e uomini di scorta, politici degni.
«…Una donna nuda potrebbe rappresentare la terra, essere quella che genera, che partorisce. Voglio mescolare le mie foto di disperazione con la natura. So che (…) il tempo non è molto. Non voglio morire con questo senso di disfatta, di non speranza»
Letizia crea un teatro vivente su ferite che si riaprono, sulle sue foto che documentano della Sicilia gli anni di violenze mafiose più devastanti. Fa calpestare questi squarci dell’anima e dei corpi da presenze nuove, nude, vitali, distese, abbandonate su grandi stampe, dove la figura umana è a grandezza naturale. Letizia avvicina a queste sue macrofotografie nuove visitatrici benevole, riparatrici, mai consolatorie, dagli sguardi ora rivolti a noi spettatori e ora posati sul sangue, sulla disperazione, sui volti offesi di quei protagonisti di un attimo, in quel fotogramma. Le sue modelle - in realtà donne amiche, sorelle, figlie che sono parte del suo mondo - interagiscono con le grandi stampe ponendosi materialmente davanti ad esse e dando vita a un teatro privato dello sguardo sullo sfondo pubblico e tragico dei massacri di mafia.
Letizia compie un gesto che è annunciazione di una nuova speranza, di una nuova volontà, di una nuova umanità. Tutto è nello sguardo delle donne che entrano nelle sue antiche immagini, creando nuove opere, bellissime e struggenti.
Da questo nuovo percorso artistico di Letizia ha origine la scrittura drammaturgica de “La donna che cammina sulle ferite dei suoi sogni”: la sfida è coniugare la dirompente energia artistica, teatrale, polemica, visionaria e umana di Letizia con i tempi e gli spazi creativi ma pur sempre angusti della scena.
Due attrici e un attore per incarnare ciò che nella contrazione spazio-temporale dovrà essere vorticoso, come le azioni e le decisioni della Battaglia, i dialoghi serrati come il suo pensiero e le sue parole, il movimento dei corpi che possiedono la forza di un rito tribale e la velocità della danza, ma allo stesso tempo dando vita alla serenità del suo sguardo, all’illuminazione dei suoi sentimenti. 
Pietra Selva, Riccardo Liberati

VIARTISTI la compagnia nasce a Torino nel 1993. Attualmente l'equipe artistica è formata da Pietra Selva, regista, e Gloria Liberati e Raffaella Tomellini, attrici. L'equipe condivide l'idea di un teatro d'arte e di impegno civile. La compagnia è riconosciuta dalla Regione Piemonte e riceve continuativamente dal 1998 il sostegno di Città di Grugliasco, Fondazione Crt e Compagnia di Sanpaolo per la realizzazione della stagione teatrale. Dal 1997 la compagnia dirige il teatro comunale di Grugliasco "Teatro Perempruner", che propone un cartellone di spettacoli in ospitalità, produzione e coproduzione: qui viene inaugurata la rassegna Teatrimpegnocivile.
www.viartisti.it
Viartisti è per la 2a volta al Festival, dopo Bussando alle porte del Paradiso nel 2006, recital da Pavese con Franco Branciaroli

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